Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, le vedute di Roma ad opera dell’incisore Giovanni Battista Piranesi (1720-1778) potevano considerarsi delle vere e proprie fotografie: queste infatti descrivono dettagliatamente una città che non c’è più anche se molto di essa è ancora riconoscibile. Come architetto, Piranesi ha costruito la chiesa romana di Santa Maria del Priorato. Durante la sua attività l’artista è entrato in conflitto con le idee di Winkelmann: il primo sosteneva che l’arte romana fosse la più bella, il secondo prediligeva quella greca. Eppure le visioni romantiche dell’incisore italiano (si pensi alle misteriose “Carceri”) possiedono una calligrafia unica, inconfondibile. Allestita all’interno della Casa di Goethe, in Via del Corso, la mostra può considerarsi un “network”, un’occasione imperdibile per ammirare un disegno attribuito a Goethe, raffigurante un monastero ma soprattutto osservare la Roma di oggi dalla prospettiva del diciottesimo secolo.
Piranesi, Rembrandt delle rovine. Casa di Goethe, Via del Corso (Piazza del Popolo), dal 18 febbraio al 18 aprile, vernissage 17 febbraio, 19.30; tutte le domeniche visite guidate gratuite. Affiancano la mostra le seguenti manifestazioni:
2 marzo ore 18:30, La croce e la sfinge. Vita scellerata di Giovanni Battista Piranesi (Bompompiani 2009) con l’autore Pierluigi Panza.
16 aprile ore 18:30, Romanacci tua! Piccole storie del quartiere Vigneto – Roma fine anni ’70, con l’autore Stefano Vigilante.